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Coronavirus. Outbreak?

La Commissione La Commissione nazionale sanitaria ha comunicato che i morti sono diventati 305 e oltre 14 mila i contagi. Ma ha messo in risalto che i pazienti guariti ora sono più dei deceduti: 324. La stampa di Pechino pubblica foto di risanati dimessi in gruppo, con mazzi di fiori e auguri di non ricaduta. Purtroppo infatti pare che aver avuto questo coronavirus non metta al riparo da una nuova aggressione.
Ma cosa sono i coronavirus?
I coronavirus sono un tipo di virus appartenente alla famiglia Coronaviridae e utilizzano l’RNA come materiale genetico. I coronavirus si chiamano così perché i loro virioni (la parte infettiva) appaiono al microscopio elettronico come piccoli globuli contornati da tante piccole punte che ricordano quelle di una corona.
Le punte sono costituite dai peplomeri, le strutture proteiche che insieme ad altri meccanismi consentono ai virus di attaccarsi alle cellule dell’organismo che desiderano infettare. Una volta che si sono legati alle cellule ospiti, i virus rilasciano il loro codice genetico modificando il comportamento della cellula, e innescando di solito una risposta immunitaria da parte dell’organismo infettato, che cerca in questo modo di sbarazzarsi del virus (solitamente facendo innalzare la temperatura corporea).
I cornonavirus sono abbastanza diffusi tra i mammiferi e in alcuni casi questi possono essere trasmessi agli esseri umani provocando diversi sintomi a seconda delle loro caratteristiche. Il virus di cui stiamo parlando è stato identificato nel 2019 con la sigla 2019-nCov.
Attualmente sono stati individuati sette coronavirus trasmissibili all’uomo, tra cui il 2019-nCov. Essi possono causare gravi conseguenze a individui con un debole sistema immunitario, ad esempio bronchiti o polmoniti difficili da trattare.
I primi casi di infezione sono stati identificati a Wuhan, la più grande città della Cina centrale.
Il 31 dicembre 2019, la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan ha inviato una segnalazione all’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), spiegando di avere registrato un certo numero di casi di polmonite con cause ignote. Una decina di giorni dopo la segnalazione, il Centro per il controllo delle malattie della Cina ha annunciato di avere identificato un nuovo coronavirus, alla base dei casi di polmonite di Wuhan. Le autorità cinesi hanno inoltre diffuso la sequenza genomica del coronavirus, cioè le sue caratteristiche genetiche, in modo da tenerne traccia e poter essere identificato in altri pazienti con sintomi sospetti.
Ma riuscire a elaborare un vaccino in breve tempo è impossibile, a causa delle procedure e ricerche necessarie.
A Wuhan sono state introdotte misure di prevenzione al fine di ridurre i rischi contagio tra il personale sanitario e il paziente, come l’isolamento dei malati in aree protette e riservate. Il primo ospedale speciale di Wuhan, deciso e costruito in tempi record per far fronte alla crisi del nuovo coronavirus, è stato completato e domani, come da programma, comincerà ad accogliere i pazienti. I media cinesi hanno riferito che la struttura, nota con il nome di Huoshenshan, sarà gestito dai medici militari.
La città di Wenzhou, nella Cina orientale, ha imposto restrizioni al movimento dei suoi abitanti e ha chiuso le sue strade, adottando così le misure più drastiche per il contrasto del coronavirus fuori della zona dell’epicentro, quella di Wuhan. Solo un componente di ogni nucleo familiare potrà uscire di casa ogni due giorni per acquistare beni di prima necessità, hanno deciso le autorità locali. Chiuse 46 stazioni di pedaggio autostradale. Wenzhou si trova nella provincia di Zhejiang, che ha il maggior numero di casi confermati al di fuori della provincia centrale di Hubei. Anche la linea della metropolitana e il trasporto pubblico sono stati sospesi, così come gli autobus interprovinciali. Scuole e università non riprenderanno le lezioni fino al primo marzo, mentre le imprese non potranno tornare in attività fino al 17 febbraio, ad eccezione delle istituzioni governative e dei dipartimenti amministrativi che inizieranno a lavorare il 9 febbraio. Come a Wenzhou anche agli abitanti di Huanggang è stato ordinato di chiudersi in casa.
Seppur è vero che la Cina non sia sempre trasparente sulle novità del suo territorio, notiamo come in questo caso le informazioni diffuse siamo estremamente capillari, anche perché dobbiamo tenere in considerazione che in questo periodo dell’anno la Cina vede grandi spostamenti di massa per i festeggiamenti del capodanno che potrebbero creare pressioni e complicare i meccanismi di prevenzione.
I paesi limitrofi hanno intensificato i controlli negli aeroporti con voli provenienti dalla Cina. La Nuova Zelanda ha annunciato che limiterà l’ingresso nel paese di cittadini stranieri che sono stati o sono attualmente in Cina per prevenire la diffusione del coronavirus. Le restrizioni, per ora, dureranno 14 giorni ma saranno riviste ogni 48 ore, secondo il quotidiano locale `New Zeland Herald´. Tra le persone che saranno interessate da queste restrizioni anche quanti si troveranno in Cina dopo oggi.
Per la prima volta c’è una vittima al di fuori della Cina: un cittadino cinese di 44 anni proveniente da Wuhan, morto ieri nelle Filippine.
L’uomo era stato ammesso al San Lazaro Hospital di Manila il 25 gennaio scorso con febbre e tosse e la sua situazione si è aggravata nelle ultime 24 ore fino alla morte, sopraggiunta ieri. «Vorrei sottolineare che questo è un caso importato senza prova di trasmissione locale», ha dichiarato il segretario alla Sanità di Manila, Francisco Duque. Il caso è stato commentato anche dall’ufficio locale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Quello è il primo caso fuori dalla Cina. Dobbiamo comunque tenere in mente che veniva da Wuhan», ha detto il rappresentante nelle Filippine dell’Oms, Rabi Abeyasinghe.
In Italia sono stati verificati due casi di coronavirus, si tratta di due turisti cinesi a Roma.
Durante la conferenza stampa il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato che il virus è stato isolato; questo permetterà di studiarlo, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Quanto ai due turisti ricoverati mantengono condizioni cliniche discrete pur presentando, entrambi, polmonite virale con interessamento alveolo interstiziale bilaterale.
Si è riunita la task-force coronavirus 2019-nCoV del ministero della Salute alla presenza del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del commissario straordinario, il capo del Dipartimento della protezione Civile, Angelo Borrelli. «È stato fatto il punto della situazione sui controlli e sulle misure che riguardano porti e aeroporti — spiega il ministero in una nota — e sulla partenza del volo militare che riporterà nel nostro Paese gli italiani da Wuhan su cui è imbarcato anche il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri. Un focus è stato dedicato al servizio 1500 e alle domande più frequenti poste da cittadini italiani e stranieri al numero verde».
Come si contrae il 2019-CoV?
I coronavirus si possono trasmettere da persona a persona, solitamente in seguito a contatti stretti, come si possono avere con parenti e amici, oppure negli ambienti di lavoro o in luoghi molto affollati. Per quanto riguarda 2019-nCoV non c’è ancora certezza sulle modalità di trasmissione, ma lunedì 20 gennaio le autorità sanitarie cinesi hanno confermato che almeno in un caso il nuovo coronavirus è stato trasmesso da persona a persona. Le raccomandazioni sono simili ad altre malattie infettive, si consiglia, infatti, di lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, di starnutire e tossire in un fazzoletto o portandosi l’incavo del gomito alla bocca e di evitare alimenti come frutta o verdura non lavate, bevande non imbottigliate.
Queste raccomandazioni sono rivolte principalmente ai turisti diretti in Cina. Inoltre, si consiglia di rivolgersi al proprio medico nel caso in cui si riscontri sintomi quali mal di gola, raffreddore o febbre al ritorno del viaggio. I ricercatori cinesi ora dicono che lo #nCoV2019 non si trasmette solo con colpi di tosse e starnuti, ma anche attraverso vomito e feci. Ci sono città dove le autorità hanno ordinato alla gente di stare a casa: potrà uscire solo un membro della famiglia, ogni due giorni, per fare provviste.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella riunione del  22 gennaio ha dichiarato un’emergenza sanitaria internazionale, come fatto in passato per l’influenza suina e per ebola. Dichiarazioni di questo tipo servono per indurre i paesi a coordinare meglio le loro attività e a organizzare una risposta comune al problema.
È prematuro stimare “quanto” ci dovremmo preoccupare, perché mancano ancora molti dati ai ricercatori. In generale, un nuovo virus non è mai una buona notizia, perché significa che può eludere più facilmente le difese immunitarie di chi infetta, sviluppando man mano che si replica mutazioni che potrebbero renderlo più contagioso. Il contenimento in atto in questi giorni mira proprio a evitare questa eventualità, riducendo il più possibile i casi di trasmissione.

-Elena Castorina

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